La cura
a servizio dell’anima
«Come dicevano i Greci dei loro dei: non chiedono molto, soltanto di non essere dimenticati» James Hillman
La stanza del colloquio è un luogo che potremmo metaforicamente definire un “temenos”, all’interno del quale può prendere vita un processo trasformativo, nell’incontro psicologico.
Qui i sogni, le sofferenze e sintomi trovano ascolto e la psiche può specchiarsi, riconoscere e abbracciare le necessità più profonde.
La storia personale è importante e unica, ci segna e si imprime sulla pelle, ma essa non può bastare a definirci; per comprendere chi siamo, spesso, abbiamo bisogno di prendere coscienza delle immagini che abbiamo fissato sul mondo e poi procedere verso una percezione più sensibile di noi stessi e dell’altro.
Camminiamo, per tutta la nostra vita, lungo un costante processo di individuazione.
Esiste un percorso personale che può essere ripreso, quale che sia il punto o il grado di rottura che sembra aver interrotto un processo vitale. Le crepe profonde che il dolore disegna dentro di noi sono inserite nel disegno della nostra vita: Che cosa ne faremo?
«La ferita che rende l'adattamento così singolare o impossibile rende anche possibile un destino nuovo. E' uno spirito nuovo che emerge dalla debolezza, e attraverso le nostre lacune esce fuori l'inaspettato.» (James Hillman)
«Siamo incompiuti: cresciamo e cambiamo. Eppure quella futura personalità che sarà la nostra fra un anno esiste già. Ancora immersa nell’ombra» C.G.Jung
©Domenico Ruggiero
Strumenti di intervento
e pratiche espressive
Esercito la libera professione presso il mio studio a Quinto di Treviso, a Montebelluna e Online.
Per conto di Enti del Terzo Settore, attraverso l’ideazione di interventi espressivi, curo e realizzo progetti dedicati a bambini, giovani, anziani e adulti, in contesti educativi e di fragilità sociale.
Attualmente collaboro in particolare con la Coop. Una Casa per l’Uomo per il Centro Anti Violenza “Stella Antares” di Montebelluna e con il Consultorio Familiare Obiettivo Famiglia di Borso del Grappa.
Lo strumento più importante nel mio lavoro si chiama relazione ed ogni teoria o tecnica sottostanti agiscono in funzione e a servizio di essa.
STRUMENTI CLINICI:
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Metodologia utilizzata particolare con la diade madre-bambino e educatore/bambino: La Video Intervention Therapy nasce con l’obiettivo di promuovere il cambiamento nelle relazioni umane. E’ una metodologia dell’ambito cognitivo-comportamentale ma è anche un approccio basato sulla mentalizzazione (Fonagy 1991, Slade 2005, Steele e Steele 2008).
Può essere usata sia in setting privati che pubblici e ha la specifica finalità di migliorare la qualità della relazione genitore bambino e di comprendere il proprio contributo nello scambio interattivo.
L’uso del video nell’ambito di un intervento clinico pone il genitore in grado di osservarsi nell’interazione la discussione si basa su dati osservati e descritti insieme allo psicologo/educatore/terapeuta. Vedersi può essere un’esperienza disorientante, Philippe Rochat propone il concetto di “ego soggettivo”, percepito interiormente, ed ’”ego oggettivo”, visto dall’esterno.
Ciò che il genitore/la persona può osservare sono i propri gesti, la postura, le espressioni del viso e “vedersi da fuori” …ciò predispone alla scoperta di sé perché l’osservazione non è usuale. Insieme, grazie alle sequenze video di attimi di vita quotidiana, si esplora la relazione dal suo interno e grazie ai segnali che il bambino manifesta è possibile mettere a fuoco risorse e criticità e lavorare per trasformare in meglio la comunicazione, lo scambio e la sintonia tra caregiver e il piccolo.
La V.I.T. è un intervento “flessibile” perché trasversale ad ogni approccio e può essere aggiunto in ogni tipo di terapia rivolta a genitori e bambini. Si ispira alla teoria dell’attaccamento. L’utilizzo del video nell’ambito delle interazioni, in particolare madre bambino, è stato utilizzato nell’ambito della ricerca empirica, La nostra conoscenza dello sviluppo iniziale è stata trasformata dai paradigmi di ricerca grazie ai contribuiti della Ainsworth 1978, che, in continuità con la teoria dell’attaccamento di Bolwby, ricava le informazioni per elaborare gli stili di attaccamento grazie all’esperimento definito “Strange Situation”. Di rilevanza particolare il contributo di Tronick /2007) con l’esperimento video-registrato della “Still Face”. L’ambito di elezione in cui la Video Micro Analisi porta il suo contributo è proprio quello dell’interosggettività (Trevarthen)
Sono tutor organizzativa e allieva di un percorso formativo in V.M.A. condotto dal docente Marcello Longo, in continuità con i seminari dell’Istituto Sviluppo-interazione che si occupa di attività di divulgazione e formazione della Video Intervention Therapy, ideata da George Downing.
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Una tecnica creata negli anni 80 dal Professor Giovanni Gocci, il quale regala una breve definizione di questa pratica che «Ingloba la presenza partecipativa del paziente al quale si insegna a produrre uno stato di trans automatico, attraverso le sensazioni elementari semplici del corpo, le emozioni stesse e le immagini che da tutto questo ne derivano. Esse portano la persona ad entrare in contatto con i propri nuclei complessuali. Tutto questo dà occasione di poter fare un lavoro più completo e profondo per aiutare il paziente a assimilare e comprendere gli accadimenti della sua storia.»
L’approccio di questa pratica impostato sulla Psicologia Simbolico-Noetica che integra la psicologia analitica di C.G. Jung, la psicologia archetipica di J. Hillman, l’ipnosi clinica eriksoniana, l’Euipnosi, la Guided Affective Imagery di H. Leuner e altre tecniche innovative.
Nell’agosto di quest’anno concluderò Executive Master triennale in ipnosi clinica in qualità di ipnologa rilasciata dall’International Hypnosis Association
«Esiste un’enorme zona d’ombra in cui solo la letteratura e le arti in genere possono penetrare, di certo non per illuminarla o rischiararla, ma per concepirne l’immensità»
Javier Marias
ARTE/IMMAGINE:
MEZZI DI CURA
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Il montaggio video è una pratica che utilizzo in particolare con gli adolescenti e i giovani adulti. Il montaggio è uno strumento magico nell’ambito del quale si “riempie” un tempo, laddove prima non c’era nulla. Un tempo nostro, personale, unico. Il ritmo che si crea è una melodia interiore che prende vita e comunica all’esterno mediante immagini e suoni in movimento. Lavorare con i frammenti che diventano poi un “discorso” aiuta a organizzare i pensieri, scegliere, togliere, creare e definire. La pazienza è un allenamento che questa pratica impone, così come la raffinatezza necessaria per definire il frangente dei passaggi da una scena ad un altra, la chiusura, le aperture, che sfumate o improvvise finiscono sempre per svelare un ritmo della nostra anima, lungo una modalità per creare la trama della nostra narrazione.
Sono formata in regia cinematografica presso la Scuola Sdac di Genova e ho seguito altre formazioni con professionisti del settore, legate alle tecniche di montaggio audio/video.
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“La fototerapia e la fotografia terapeutica trovano il proprio spazio in diversi contesti: ambito clinico, formazione, luoghi di mediazione culturale, centri di accoglienza e/o recupero, scuole, ospedali, luoghi di lavoro e/o situazioni di disagio e disorientamento, con l’intento di sviluppare la creatività, promuovere e favorire la socializzazione e come supporto e integrazione alla terapia” https://www.networkitalianofototerapia.it/corso-annuale-2022-23/
Sono formata con Il Network Italiano Net Fo i cui soci fondatori sono: Antonello Turchetti, Barbara Pasquariello, Francesca Belgiojoso, Floriana Di Giorgio, Chiara Digrandi, Giancarla Ugoccioni
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“Il Caviardage® è un metodo di scrittura poetica ideato da Tina Festa, che aiuta a tirar fuori la poesia che ognuno ha dentro, attraverso un percorso creativo che parte da una pagina già scritta” (https://www.caviardage.it/corsi-livello-format-scuola-relazione-daiuto/)
Il mio livello di formazione mi consente di utilizzare il MC con i miei pazienti, nell’ambito del mio lavoro.
Faccio parte dell’elenco ufficiale del metodo nella sezione “cercatori di poesia nascosta” sul sito ufficiale https://www.caviardage.it/

Volto di Sant’Elena ©Archivio Fotografico P.C.A.S.
Autoritratto Archetipico©
‟Forse - chissà? - queste immagini eterne sono quel che gli uomini intendono per fato." (v. Jung, C.W., VII, § 183)